Focaccia al pesto

Oggi vi parlo di una realtà nuova per me: il Molino di Pordenone. Un’azienda con quasi un secolo di attività, una storia lunga che inizia nel lontano 1923 ed è arrivata ora alla terza generazione. I fratelli Zuzzi amministrano ancora oggi il Molino con la stessa passione che da sempre ha permesso all’azienda di essere competitiva.
Anche l’edificio stesso in cui è situata la produzione è un esempio di patrimonio di archeologia industriale del primo dopoguerra, perfettamente conservato.

La produzione si rivolge a esperti e professionisti del settore ma negli ultimi tre anni sono state rese disponibili al pubblico due farine: Naturalmente pronta e Fior di Grano (reperibili qui e in alcuni punti vendita nel territorio friulano.

Quella che ho usato io oggi è “Naturalmente pronta”: un prodotto che contiene lievito madre disidratato, privo di emulsionanti ed additivi sintetici. Si tratta di una farina che va utilizzata in modo tradizionale ed è ideale per la realizzazione di pane, focacce e pizze da teglia.

Ingredienti per una focaccia:
15 g di lievito di birra
1 cucchiaino di miele
2 dl acqua tiepida con un cucchiaino di sale
100 g pesto di basilico
200 g di pomodorini
40 g capperi dissalati
Foglie di basilico
Olio evo

Sale

Per l’emulsione:
4 cucchiai d’olio
40 ml di acqua
Timo

1/2 cucchiaino di sale

Procedimento:
Su una spianatoia formate una fontana con la farina. Al centro mettete il pesto ed il lievito (sciolto in poca acqua tiepida con il miele). Iniziate a impastare con l’acqua fino a quando il composto risulterà liscio ed omogeneo. Fatelo riposare in una ciotola coperto affinché si raddoppi il volume (io lo lascio nel forno spento con la luce accesa).
Stendetelo poi in una teglia unta d’olio e bagnatelo con l’emulsione.
Lasciate lievitare ancora un’ora, poi distribuitevi i pomodorini tagliati a metà ed i capperi.
Infornate per 30 minuti a 200°C. Servite cospargendo di foglie di basilico.

Vellutata di fagioli neri

Buongiorno mondo! Stamattina mi sono preparata un porridge bello bollente con mela e cannella per sopportare questa fitta nebbia… Fortunatamente manca poco a Natale e, come si suol dire, siamo tutti più buoni. Da oggi dunque iniziamo a svelarvi le ricettine testate con largo anticipo per il Menù delle feste!

Partiamo con una vellutata semplice semplice e a costo (quasi) zero che noi prepareremo per la cena della vigilia.

Ingredienti per 4 persone:
350 g di fagioli neri secchi
6 uova di quaglia
Prezzemolo in abbondanza
Olio evo
Fiocchi di sale

Pepe

Procedimento:
Lasciare una notte a bagno i fagioli in abbondante acqua fredda.
Il mattino successivo sciacquateli sotto acqua corrente e fateli bollire per circa un’oretta. Una volta pronti frullateli con il mixer ad immersione e passateli al setaccio per ottenere una crema liscia e setosa.
Fate bollire le uova di quaglia per 4 minuti e lasciatele raffreddare. A parte preparate un pesto di prezzemolo, olio evo  e pepe. Impiattate la vellutata con le uova sode tagliate a metà (noi ne abbiamo messe 1 e mezza a testa), un poco di pesto e dei fiocchi di sale.

Penne rigate con pesto di rucola e mandorle

Ingredienti per 3 persone:
250 g pasta
per il pesto:
100 g rucola
30 g mandorle salate
20 g pinoli
40 g parmigiano
40 g pecorino
100 g olio evo
1 spicchio d’aglio
semi di sesamo e cumino.

 

Lavate la rucola, asciugatela e frullatela in un mixer insieme alle mandorle, i  pinoli, l’aglio, il parmigiano e il pecorino. Frullate a bassa velocità unendo a  poco a poco l’olio.
Cuocete al pasta, scolatela tenendo da parte una tazzina di acqua di cottura. Conditela con il pesto aggiungendo un po’ d’acqua per amalgamare bene il tutto.
Decorare il piatto con i semi di cumino e sesamo.
Ottima anche fredda.

 

Piatto di Ecobioshopping in polpa di cellulosa ad elevata resistenza termica realizzato con fibre naturali ottenute da piante a crescita spontanea
(fonti rinnovabili) ed in particolare dagli scarti della lavorazione
della canna da zucchero e del bamboo.

Testaroli fiori e foglie

DONNAFUGATA: 
l’iniziativa di una famiglia con 160 anni di esperienza nel settore vitivinicolo. 
La cura per i particolari e le potenzialità del territorio. 
Una cornice incantevole che passa da Marsala (cantine storiche di famiglia), da Contessa Entellina (cuore produttivo aziendale), fino a Pantelleria (dove viene prodotto il re dei passiti italiani: Ben Ryé).
  
Ma Donnafugata parte anche dalle scelte d’immagine, un atto di amore che cattura il
consumatore esaltando il carattere e la personalità del vino stesso.
Con la nostra ricettina estiva abbiamo abbinato un profumato Lighea.
“Dai disordinati capelli color di sole l”acqua del mare
colava sugli occhi verdi apertissimi…”

“…del profumo di rosmarino sui Nebrodi, del gusto del miele di Melilli,
dell’ondeggiare delle messi in una giornata ventosa di Maggio…
delle raffiche di profumo riversate… dagli agrumeti durante certi tramonti di Giugno.
Parlammo dell”incanto di certe notti estive in vista del golfo di Castellammare,
quando le stelle si specchiano nel mare che dorme e lo spirito di chi è coricato…
si perde nel vortice del cielo … “.


(G. Tomasi di Lampedusa, Lighea)

L’etichetta di Lighea mostra una versione assolutamente
originale dell’iconografia delle sirene. Si rimane
ipnotizzati dallo sguardo di Lighea (sirena protagonista di un racconto di Tomasi di Lampedusa), dai suoi penetranti “occhi verdi apertissimi“. 
Le
suggestioni legate a questo personaggio mitologico fanno da sfondo ad
un vino affascinante, solare ed emblematico, legato al suo territorio: Pantelleria, isola di natura vulcanica tra la Sicilia e l’Africa. 
Ora non vi resta che cucinare e mettere in fresco questo vino, che viene definito come la “versione dry dello Zibibbo, dal ricco bouquet aromatico tra cui spiccano note floreali di rosa bianca e zagara a cui si uniscono sentori di pesca e buccia di agrume candita”. 
Buon appetito!

Ingredienti per 4 persone:
400 g di farina 00
400 ml di acqua
Sale qb
Una bella manciata di basilico fresco
20 fiori di zucchina appena colti
100 g di Parmigiano Reggiano
30 g di pinoli tostati
Olio evo qb
Procedimento:
Preparate una pastella unendo farina, sale e acqua. Ponete sul fuoco una padella di ferro
(o antiaderente) e con un mestolo alla volta formate una sorta di crespelle un po’ più robuste (uno
spessore di 3-4 mm). 
Lasciatele raffreddare e tagliatele con la rotella
della pizza formando dei quadrotti. Mettete l’acqua a bollire,
salate e cuocete per 2-3 minuti. Scolate e amalgamente al pesto che
avrete nel frattempo preparato frullando tutti gli ingredienti.

Oggi posto un pesto: “Pesto di fave”

Sgranate e spellate delle fave fino ad averne 200 g. Sbollentatele per 2 minuti poi frullatele con 1 spicchio d’aglio privato dell’anima, 10 foglie di menta, 4 cucchiai di pecorino grattugiato, un filo d’olio evo. Trasferite il tutto in una ciotola e aggiungete olio a piacere fino ad ottenere una crema. Regolate di sale.
Bollite la pasta, in questo caso ho usato degli spaghetti alla liquirizia,  e conditela con il pesto decorando il piatto con scaglie di pecorino.