Zucchine dell’orto ripiene e Lumera

Le zucchine sono una delle mie verdure preferite:
grigliate, fritte, crude, sott’olio.. in tutti i modi, giuro! Nelle mattine
d’estate, quando sono a casa, mi alzo presto e vado nell’orto a prendere tutte
le zucchine possibili e immaginabli, raccolgo i fiori quando sono ben aperti,
pronti per essere riempiti con qualche squisitezza e passati poi nel forno.
Oggi, invece, zucchine ripiene! Raccolte stamattina e
appena riempite.
(E i fiori? Al vapore, con seirass, capperini e
acciughe, buonissimi. Ma questa è un’altra storia..)
Ingredienti per 5 persone:
10 zucchine non troppo grosse (possibilmente della stessa misura)
 300 g di macinato di manzo
 2 fette di pancarrè
 50 g di Parmigiano Reggiano (da grattugiare)
 1 uovo
 Latte q.b.
 Olio evo
 Sale, cumino e pepe
Prendete le
zucchine, tagliate le due estremità e svuotatele della parte centrale, io mi sono aiutata con il levatorsoli per le mele.
Mettetele da parte.
Ora eliminate la crosta esterna del pancarrè, ponetelo in un piatto, ricopritelo di
latte e lasciate che si ammorbidisca.
Prendete un recipiente abbastanza grande; unite il macinato, l’uovo, il Parmigiano, il pane
strizzato, sale, cuimino e pepe. Amalgamate bene il tutto e riempite le zucchine pressando bene il composto all’interno.
Versate dell’olio evo in una teglia, disponete le zucchine e cuocetele in forno a 200°C per 40 minuti circa. Giratele a metà cottura per cuocerle uniformemente.
Noi le abbiamo gustate al meglio tagliate a rondelle come aperitivo con un ottimo Lumera, un rosato fresco e morbido ma al contempo accattivante e moderno. Questo è un vino pieno di luce, in cui ritroviamo la Sicilia attraverso le note floreali e fruttare delle uve rosse di Syrah, Nero d’Avola, Pinot Nero e Tannat.
Lumera è come sempre in stile Donnafugata un nome evocativo, è la donna amata, ammaliante e sublime. Colei che suscita gioia e pienezza vitale. 
Rappresenta la protagonista di una poesia siciliana appartenente al Dolce Stil Novo, che celebra l’amor
cortese.
 
“Or come pote sì grande donna intrare
Per gli occhi mei, che sì piccioli son?
 e nel mio core come pote stare
[…], 

 

ma voglio a lei Lumera asomigliare […].”