Torta di nocciole, miele e caffè

Ingredienti:
150 g nocciole tostate
50 g zucchero
50 g miele (io ho usato quello cremoso all’Eucalipto Mielbio di Rigoni di Asiago)
50 g burro
50 g farina 00
100 ml di caffè
1 uovo

5 g lievito in polvere vanigliato

Procedimento:

Unite in una ciotola l’uovo, lo zucchero, il miele e le nocciole tritate. Mescolate bene ed aggiungete il burro fuso, il caffè (non bollente), la farina ed il lievito setacciato. Imburrate ed infarinate la tortiera, versatevi il composto e cuocete a 180°C per circa 35/40 minuti. Una volta sfornata, lasciatela raffreddare e decorate con un filo di miele di eucalipto e nocciole spezzettate.

Polpo grigliato su crudo di asparagi

Ingredienti:
Polipo da 1 kg circa
Un mazzo di asparagi
Olio evo

Raspadura Bella Lodi

Procedimento:
Per prima cosa fate bollire il polpo in acqua bollente con due foglie di alloro e una cipolla per circa un’ora. Quando è tenero (fate la prova dello stecchino) lasciatelo raffreddare nella sua acqua. Pulite gli asparagi e, aiutandovi con un pelapatate, ottenete delle listarelle sottili. Tagliate il polpo a pezzi grossi, ungetelo con olio evo e grigliatelo su una piastra. Infine non resta che comporre il piatto: impiattate formando una scacchiera con i nastri di asparago, di seguito  adagiatevi il polpo, la raspadura, se l’avete, qualche fiocco di sale nero e per concludere un filo d’olio.
Se desiderate un tocco di sapore in più potete fare un pestato di basilico, pinoli e olio evo per condire il tutto.

Il Migliaccio della Valmarecchia

Il migliaccio nasce nell’Alta Valmarecchia, una porzione di Toscana racchiusa all’interno dell’Appennino più selvaggio e incontaminato. E’ questa una zona ricca di fascino naturalistico: con la fiabesca Alpe della Luna a fare da sfondo a ogni panorama, con cascate di acqua limpida e l’ululato dei lupi qui ancora presenti a riecheggiare nell’aria, con il silenzio secolare dei boschi ad accompagnare il cammino di un forestiero. Un luogo in cui non manca di certo anche il fascino storico, in cui la tradizione e il senso dell’antico non sono andati a perdersi e sono rimasti gelosamente conservati, non solo nelle torri e nei ruderi di chi questa storia l’ha vissuta, ma anche e soprattutto nelle menti di chi di questa storia se ne è fatto portavoce. Di questa cultura fa parte il migliaccio e di questa tradizione prova a tramandarne la memoria.

Io ed il mio travel blogger di fiducia (-> seguitelo QUI) abbiamo conosciuto questa ricetta grazie all’azienda Terrae altrove, un progetto innovativo che mostra attraverso le eccellenze di prodotti alimentari, artigianali e della trasformazione manifatturiera ad alto contenuto qualitativo, la pluridiversità territoriale del Bel Paese, esaltandone tradizioni e culture.

Ecco, per chi vuole cimentarsi, la ricettina originale!

Ingredienti:
500 ml di latte
2 uova
100 g di farina

un pizzico di sale

Procedimento:
Amalgamate le uova, la farina e aggiungete lentamente il latte fino ad ottenere un composto abbastanza liquido (per valutare la giusta densità, immergetevi un mescolo e ritiratelo, deve restare “vestito”, cioè velato del composto). In ultimo aggiungete un pizzico di sale per esaltare il sapore del latte e versate il tutto in una teglia unta di olio.

Cuocete in forno a circa 240°C per 30 minuti

Crostata con ricotta e marmellata!

Ingredienti:
Per la frolla:
200 g di farina
90 g zucchero
80 g burro
1 uovo e 1 tuorlo
1 pizzico di sale
Per il ripieno:
250 gr ricotta
60 g zucchero
100 g di marmellata ai frutti di bosco Rigoni di Asiago
30 g di frutti rossi disidratati
2 uova

3 amaretti sbriciolati

Procedimento:
Setacciate la farina, aggiungetevi lo zucchero, il sale e il burro a pezzetti, per ultimo le uova.
Impastate velocemente con le mani e formate una palla. Mettetela in frigo coperta dalla pellicola e lasciatela riposare per mezz’ora.
Unite in una ciotola la ricotta, lo zucchero, la marmellata, la frutta gli amaretti e le uova amalgamando bene il tutto.
Imburrate e infarinate una tortiera da 25 cm di diametro, stendete la pasta frolla facendo intorno un bordo e versateci la crema di ricotta.
Cuocete in forno a 200 C° per 30-35 minuti.

Polpo su crema di fave

Ingredienti:
Polipo da 1 kg circa
200 g di fave secche (da lasciare in ammollo una notte)
Cipolla
Alloro

Olio evo

Procedimento:
Per prima cosa fate bollire il polpo in acqua bollente con due foglie di alloro e una cipolla per circa un’ora. Quando è tenero (fate la prova dello stecchino) lasciatelo raffreddare nella sua acqua. Lessate le fave per due ore e, una volta pronte, frullatele con un po’ della loro acqua di cottura fino a renderle cremose e regolate di sale. Tagliate il polpo a pezzi grossi, ungetelo con olio evo e grigliatelo su una piastra. Infine non resta che comporre il piatto: impiattate con qualche cucchiaio di crema di fave, di seguito il polpo, se l’avete, qualche fiocco di sale nero e per concludere un filo d’olio.